Monti in tour

21/11/2011

Inizierà domani da Bruxelles il tour europeo di Mario Monti. Il neopremier incontrerà, fra gli altri, Herman Van Rompuy, Josè Manuel Barroso, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel.

Secondo i nuovi esperti di comunicazione di Palazzo Chigi (due uscieri della Bocconi in pensione), l’immagine del neopremier avrebbe bisogno di un lieve restyling. Infatti, nelle sue prime apparizioni nelle vesti di tecnico-politico, Monti è apparso un po’ troppo grigio, monocorde e ingessato. Poco italiano, insomma. Occorre qualcosa che lo vivacizzi; sia per rendere il meno traumatica possibile, agli occhi degli altri leader, la transizione dal suo predecessore; sia per mantenere salda nell’immaginario popolare la figura dell’italiano simpatico e compagnone. Ecco alcuni accorgimenti sui quali Monti e il suo staff stanno lavorando.

BARZELLETTE – Non più barzellette su mele che sanno di culo, ma neanche troppo umorismo british, sul quale Cameron ritiene di avere il monopolio. Si sta pensando di optare per una via di mezzo, magari rispolverando le barzellette su Pierino che Monti imparò, in verità un po’ riluttante, quando andava alle elementari. Altra opzione: i colmi (per un falegname, per un giardiniere, etc.).

OMAGGI – Basta con le costose cravatte di Marinella. Però, anche se c’è la crisi, non si può nemmeno fare la figura dei taccagni. Una buona idea potrebbe essere quella di puntare sull’enogastronomico (all’estero lo dicono tutti che in Italia si mangia bene): mozzarelle di bufala dop, pomodori di Pachino, lardo di Colonnata e una bella bottiglia di vino piemontese o veneto. Tutti prodotti sicuramente apprezzati che, oltretutto, rinviano all’immagine della solida Italia contadina con quei bei sapori di una volta.

FIGA – Il campo in cui Berlusconi era maestro indiscusso. Impensabile e autolesionistico cercare di imitarlo; d’altro canto, si sa, gli italiani sono un po’ tutti latin lover… Una battuta soft sulla scollatura della bella premier danese troverà sicuramente la complicità almeno di Sarkozy.

GESTUALITA’ – Una gestualità marcata, com’è noto, è caratteristica tipicamente italiana; proprio per questo, Monti non potrà esimersi dal farsene interprete. Bandite le corna tipo Berlusconi o Leone, possono bastare una mano agitata a cucchiaio quando l’interlocutore dice una sciocchezza e un indice roteato sulla guancia in segno di apprezzamento alle cene di gala.

GAFFE – Può un vero italiano evitare di commettere qualche gaffe? E allora, via libera ai complimenti alla Merkel per la sua ritrovata linea e a chiacchiere divertite sulle scarpe col tacco di Berlusconi in presenza di Sarkozy.

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Monti l’ecumenico

19/11/2011

Svelato il motivo dell’incontro fra il Papa e il neopremier. Data l’enorme popolarità raggiunta, le autorità politiche e religiose del Benin avevano chiesto che, invece di Ratzinger, in visita apostolica ci andasse Monti. Il professore ha cortesemente declinato, impartendo poi la sua personale benedizione a Benedetto XVI.


A vita

11/11/2011

Tutto sembra procedere senza intoppi. Mario Monti ha fatto oggi il suo esordio in Senato. Il Presidente del Senato Renato Schifani ha comunicato all’assemblea  la decisione presa dal Presidente della Repubblica di nominare senatore a vita il professore varesino. Gli auguri.  L’applauso dei neocolleghi. Poi subito al lavoro.

Devo confessare che c’è qualcosa non ho capito. Ad esempio: come viene formalizzata la nomina a senatore a vita? A meno che non mi sia sfuggito qualcosa, non ho visto nessuna cerimonia ufficiale. D’accordo i tempi stretti, ma mi sarei aspettato almeno una photo opportunity con stretta di mano fra il Presidente della Repubblica e il neosenatore. E poi: come viene comunicata la notizia della nomina al diretto interessato? Cos’è, uno lo viene a sapere alla sera quando guarda il telegiornale? Oppure, che so io, ti arriva a casa una raccomandata A/R? Una telefonata dal Quirinale? Un sms? E ancora:  mettiamo, per ipotesi, che a Monti scocci fare il senatore. La nomina è indubbiamente un onore, ma in questo caso è il preludio ad un lavoro gravosissimo. Se Monti fosse stato riluttante, avrebbe potuto rifiutare la nomina, tipo Jean-Paul Sartre col Nobel o Marlon Brando con l’Oscar? Vabbè. Mario Monti è già in pista e speriamo che possa fare bene. Ma se ci ripensasse, disgustato dall’ambientino del Palazzo, potrebbe Monti abdicare come fece Celestino V? Boh!


Primi segnali di riscossa

11/11/2011

A soli due giorni dalla nomina a senatore a vita di Mario Monti,

l’Italia entra prepotentemente nel Guinness dei primati: polverizzato

il record dei giochi di parole. Si attende la certificazione della Ue.