Guardia di Finanza sequestra beni di Gheddafi

28/03/2012

Sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale

di Roma beni riconducibili a Muammar Gheddafi

per un valore complessivo di oltre un miliardo.

Fra i beni sequestrati, un bosco, una casa, 

partecipazioni azionarie in Unicredit, Eni, 

Fiat, Juventus, e il parrucchino di Conte.


Prodromi

22/03/2012

I segni bisogna saperli interpretare: ce l’hanno insegnato Charles Peirce, Umberto Eco e il nostro carrozziere quando gli portiamo la macchina che nottetempo qualche bastardo ha rigato senza nemmeno lasciare un biglietto con gli estremi per rintracciarlo. In quest’ottica si commise un grave errore, tempo addietro, a credere nel famigerato acronimo PIIGS: infatti, che cosa aveva a che fare l’Italia con Portogallo, Irlanda e Spagna? Più con la Grecia, semmai. E il perché è presto detto.

Com’è noto, una volta, quando si acquistava un elettrodomestico o un qualunque prodotto tecnologico, il libretto delle istruzioni il più delle volte era in inglese, francese, spagnolo e tedesco: oh, mai che ci fossero le istruzioni in italiano! Al limite in giapponese, in arabo e in serbo-croato, ma non in italiano. E se anche avevi la botta di culo di trovarle in italiano, erano scritte male, o troppo lunghe o troppo corte, praticamente incomprensibili; un po’ come un editoriale di Scalfari.

Ultimamente, invece, la globalizzazione del mercato ha indotto i produttori ad allegare istruzioni scritte in un maggior numero di lingue, tra cui anche l’italiano. Ma non riunite tutte assieme (a meno che non si compri uno spremiagrumi elettrico), sennò ti toccherebbe maneggiare un tomo che nemmeno la Treccani Grande (quella finemente rilegata in marocchino con fregi in oro zecchino). No, vengono opportunamente abbinate un paio di lingue, cosicchè si possa consultare un libretto di dimensioni contenute, più simile ad un agile pamphlet di Baricco, diciamo così. E, guarda caso, le istruzioni in italiano vengono quasi sempre abbinate a quelle in greco.

Esigenze legate alla distribuzione del prodotto, si dirà. Macché! Non abbiamo saputo interpretare il messaggio. Loro ci volevano avvertire. Loro, che sono buoni, ci volevano dire “attenti, che se andate avanti così fate la fine della Grecia” (una fine che, peraltro, la Grecia non aveva e non ha ancora fatto, ma loro già sapevano). Poi, per fortuna, arrivarono King George e Monti, e raddrizzarono le cose. Ma non dobbiamo dimenticare la lezione: mai sottovalutare la potenza dei segni. Nemmeno di Mariotto, che ogni tanto qualche buona idea (seppur perdente) ce l’ha.


Marchionne new look: è svolta?

10/01/2012

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Manovra: modifiche possibili solo a saldi invariati

11/12/2011

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Prima

Dopo


Il salvatore della Patria

26/11/2011

Inizia a prendere corpo l’ipotesi del crollo dell’eurozona. Secondo il

New York Times, le principali banche mondiali si stanno preparando.

L’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in previsione di un suo

imminente ritorno a Palazzo Chigi, sta approntando un piano per

condurre l’Italia fuori dal baratro in cui l’ha precipitata la disastrosa

gestione della crisi da parte del governo Monti. Senza l’euro, la

prima necessità sarà quella di stampare nuove lire. Già allertate le

tipografie della Mondadori, si tratta ora di stabilire quali personaggi

compariranno sulle nuove banconote. Questa l’ipotesi più accreditata

1 lira

2 lire

5 lire

10 lire

20 lire

50 lire

100 lire

200 lire

500 lire

1000000 lire


La Merkel continua ad osteggiare gli eurobond

24/11/2011

Per convincere la Cancelliera, Monti è tentato di

passare alle minacce: “O gli eurobond o Lavitola!”


TotoBankitalia: favorito il “mago Binis”

20/10/2011

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