I magnifici (si fa per dire) sette

Inizia ufficialmente oggi col voto in Iowa la grande liturgia delle primarie del Partito Repubblicano: la posta in gioco è la nomination per le Presidenziali di novembre. Dopo il ritiro di Herman Cain, sono rimasti in sette a contendersi l’investitura.

MITT ROMNEY – 64enne ex governatore del Massachussets. I media hanno ripetuto fino allo sfinimento che è mormone. Ciò potrebbe essere uno svantaggio. E’ anche il favorito. Ciò potrebbe non essere uno svantaggio.

JON HUNTSMAN – Nonostante sia l’ex governatore mormone dello stato dei mormoni (Utah), non riesce ad apparire mormone quanto Romney. Ultimo nei sondaggi, il suo staff elettorale si sta limitando a controllare che il suo nome venga scritto correttamente, cioè senza la lettera acca.

RON PAUL – Battista, non fa però il maggiordomo. Al momento pare l’avversario più temibile per Romney. Paul ha rassicurato gli elettori che la sua età avanzata (76 anni) non è un problema, salvo quando deve cambiare il catetere.

MICHELE BACHMANN – Unica donna del lotto, cristiana evangelica ultraconservatrice, non pare avere grandi chance di ottenere la nomination. Lascerà comunque un segno indelebile nella politica americana; almeno quanto Sarah Palin.

RICK PERRY – 61enne governatore del Texas. Da quando è entrato in lizza ha collezionato una serie incredibile di gaffe, roba che nemmeno Filippo d’Edimburgo. Mal che vada tornerà a fare magliette.

NEWT GINGRICH – Mascella volitiva. Pare piaccia molto alle donne cui piace la mascella volitiva.

RICK SANTORUM – In forte ascesa nei sondaggi, potrebbe essere il terzo incomodo fra Romney e Paul. Abbonato a Sky da una vita e amico intimo di Ugo La Talpa, ha ricevuto l’endorsement di Rupert Murdoch. Santorum ha dichiarato che, in caso di investitura, formerà il ticket assieme al fido Ruotolum.

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