BAR SPORT # 3

PRESENTA UN AMICO A SKY

Ma prima informalo su alcune cose

Non so se i “capoccioni” di Sky riescano a fare miracoli. Sicuramente riescono in imprese formidabili, tipo quella di mettere assieme il peggior telecronista (Massimo Marianella) e il miglior commentatore (Luca Marchegiani) di cui dispongono. Cosa che si è verificata ieri sera, in occasione della partita Barcellona-Milan.

Da un lato, il telecronista Massimo Marianella. Con la sua fastidiosa cantilena, Marianella ha sciorinato, come di consueto, un’interminabile sequela di aneddoti e notiziole. Il grave problema del rinnovo del contratto di Abidal che vorrebbe un 1+1 per potere chiudere la carriera a Barcellona: c’è ancora distanza tra la società e il giocatore, ma non è escluso che si possa addivenire ad un’intesa. La commovente semplicità della famiglia di Pedro, il cui papà continua a fare il benzinaio a Tenerife nonostante il successo e la popolarità raggiunti dal figlio. Il grande amore di David Villa (“El Guaje”, da pronunciarsi con una certa enfasi) per la sua terra, le Asturie; un amore talmente grande da indurlo a personalizzare i propri scarpini proprio (pensate un po’) con un miniatura della bandiera delle Asturie. E, si badi, tutta questa mole di vitali informazioni Marianella l’ha elargita non solo durante i tempi morti, ma anche e soprattuto nel pieno svolgimento della partita! Perchè, allora, non renderci edotti anche su quale tipo di adesivo per dentiere usa la nonna di Puyol o se l’incipiente calvizie abbia convinto Iniesta a rivolgersi ad un centro tricologico come ha fatto Wayne Rooney?

Dall’altro lato, la “seconda voce” Luca Marchegiani. Misurato nei toni e puntuale negli interventi, Marchegiani è, a mio avviso, il miglior commentatore attualmente in circolazione. Mi limito a citare un esempio. Ieri sera, mentre l’ineffabile Marianella, estasiato dalla magica atmosfera del Camp Nou, tesseva le lodi del “Tiki Taka”, marchio di fabbrica del Barcellona di Guardiola, Marchegiani si è avventurato in una considerazione che sulle prime potrebbe apparire blasfema: il Barcellona difetta in concretezza. Che cosa? La squadra più forte e più celebrata del mondo, che sta vincendo tutto quello c’è da vincere piegando qualsivoglia resistenza opposta dai malcapitati avversari, è poco concreta? E’ una eresia! No, niente affatto. Ieri, specie quando il Barcellona si è messo a giocare su ritmi blandi, era quantomai opportuno sottolineare come con l’ormai proverbiale ragnatela di passaggi, i catalani rischino di segnare molto meno di quanto potrebbero. E Marchegiani non ha mancato di farlo notare. Fraseggi deliziosi figli di una tecnica sopraffina e di intese ormai rodatissime; ma nel calcio, si sa, contano i gol. A volte, Messi e compagni sembrano innamorati di loro stessi, del loro bel gioco, del loro solido collettivo. Ma perchè ricercare in maniera ossessiva l’arabesco, invece di tirare un po’ di più in porta? La supremazia nel possesso palla non si traduce automaticamente in supremazia nel punteggio. E il fortunoso pareggio ottenuto in extremis dal Milan nè è l’ennesima riprova.

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