Verso il nuovo Pdl

Fervono i lavori di riorganizzazione del partito di Via dell’umiltà. Dopo la nomina di Angelino Alfano a segretario politico, sono sul tavolo svariati temi, tra cui l’ipotesi delle primarie e la modifica del simbolo e del nome del partito.

Il deludente risultato elettorale ha rivelato una realtà per molti versi inaspettata. Il Pdl non è composto da un padrone assoluto attorniato da una corte di servi, come volgarmente insinuato dalla stampa di sinistra al soldo dei bolscevichi. Nel Pdl, invece, prospera una straordinaria dialettica interna. Ne è la riprova il fatto che, in questo particolare frangente, sono molte le componenti che si stanno interrogando sul futuro del partito. Eccone alcune.

LECCHINI – Riunitisi in seminario in un ex convento di Lecco (da qui il nome) rappresentano la componente lealista, maggioritaria nel partito. Assai probabile che decidano di appoggiare la linea indicata da Berlusconi.
BONDIANI – Estimatori del coordinatore Sandro Bondi, sono una componente decisamente minoritaria. Pare che tra gli iscritti non si annoveri nemmeno Sandro Bondi.
LARUSSIANI – Costituiscono l’ala movimentista del partito, grazie alla facilità con cui utilizzano i voli di Stato. Grandi sponsor di Alfano, sono tra i protagonisti di questa fase transitoria.
VERDINIANI – Ecologisti, si ispirano alla “teoria del pareggio”, da applicare, a loro avviso, in vari ambiti: ecologico, economico e, soprattutto, elettorale. Non paiono avere grande appeal.
GASPARRITI – A forza di guardare un po’ di qua, un po’ di là, appaiono decisamente disorientati.
GIASPARRITI – Componente sarda del Pdl appena scioltasi dopo la débacle di Fantola alle recenti amministrative. Pare che, dopo il rompete le righe, alcuni aderenti si siano dati alla macchia in Barbagia.
CICCHITTIANI – Ammoniscono di non smantellare il partito. Al contrario, propugnano un rinnovamento nella continuità. Una cosa del tipo: cambiamo solo il colore dei grembiuli.
CLERICO-FASCISTI – Propongono una formula altamente innovativa: Dio, Patria e famiglia. In ascesa.
SCAJOLIANI – Auspicano la costruzione di una nuova casa dei moderati. La quale, però, verrà pagata da altri a loro insaputa.
LUPETTI- Movimento di giovani cattolici che si ispirano alle carismatiche figure di Robert Baden-Powell e Maurizio Lupi. Formazione molto attiva, con la quale però è difficile dialogare, stante il fatto che i lupetti hanno l’abitudine di interrompere in continuazione l’interlocutore. Diranno certamente la loro durante il prossimo congresso.
GIOVANARDIANI (colombe) – Intendono difendere la famiglia tramite la messa al rogo degli omosessuali.
GIOVANARDIANI (falchi) – Intendono difendere la famiglia tramite la messa al rogo degli omosessuali e delle loro famiglie.
RICONTASCHEDE – Storica corrente di fedelissimi di Berlusconi. Sono quasi tutti ragionieri in pensione. Poco attivi negli ultimi tempi, in quanto ancora impegnati a ricontare le schede del Senato delle elezioni 2006.
QUAGLIARIELLI – Sono gli omologhi dei melchiorriani del gruppo dei Responsabili. A differenza di questi, però, volano basso. Bassissimo sui temi bioetici.
FRATTINIANI – Seguaci di Frattini, appaiono in crisi di identità. Soprattutto perchè, come la maggior parte degli italiani, non sanno chi sia Frattini.
SCISSIONISTI – Non fanno più parte del Pdl: sono confluiti nel Terzo Polo.
PENDOLARI – Non fanno più parte del Terzo Polo: sono già tornati nel Pdl. Incerta la loro futura collocazione.
CARFAGNANI – Dotati di grande buon gusto, sono contrapposti in Campania ai Vajassini e Vajassori.
VAJASSINI E VAJASSORI – Contrapposti in Campania ai Carfagnani, hanno decisamente meno buon gusto.
ALEMANNI – Componente che auspica un grande centro alla tedesca. Quotazioni in ascesa.
FORMIGONIANI – Sono capeggiati da Roberto Formigoni. Un po’ a sorpresa, hanno dichiarato che presenteranno al prossimo congresso un documento in cui si propugna la massima libertà nei costumi. E non solo costumi: anche camicie a fiori, giubbotti in pelle, etc.
CAPEZZONIANI – Giovani studenti di retorica, hanno l’abitudine di organizzare cimenti in cui ci si sfida a sostenere tutto e il contrario di tutto. Un po’ quello che ha fatto il loro mentore nell’ultimo lustro. Marginali.
TREMONTIANI – Nei corridoi del palazzo sono stati simpaticamente ribattezzati i “cinesi”. Sembra che abbiano deciso di disertare il congresso; probabile che si limitino a sedersi sulla riva del fiume.
PER KAKA’ – Sperano che il dibattito in corso non sfoci in guerre intestine: preferiscono Kakà.
BRAMBILLIANI – Hanno osteggiato la creazione della figura inedita del segretario politico, a cui avrebbero preferito quella del reggente. Anzi, dell’autoreggente.
PRO CAYMANO – Berlusconiani ortodossi. Molto attenti alle problematiche degli sport minori, specie dell’offshore.

Berlusconi si è detto disponibile ad ascoltare con estrema attenzione (vedi sopra) le istanze di tutte le anime del partito. Poi deciderà lui. Da solo.

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